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IL TEMA: Valencia è una città ricca di storia. La Cattedrale gotica del XIII secolo e La Loja de la Seda, mercato commerciale edificato nel XVI secolo, sono alcune delle testimonianze di passato più importanti. La Città della Scienza di Santiago Calatrava è un’icona del secolo scorso, incarna il perfetto equilibrio tra contemporaneità e antichità che caratterizza la città di Valencia. In questa commistione tra epoche diverse il barrio de El Carme – il quartiere antico –  è diventato oggi il fulcro della vita cittadina e luogo nel quale immaginare la Valencia Social Housing. L’edificio dovrà conferire una nuova immagine a una parte di tessuto urbano facendo di questo segno di riqualificazione un polo di riferimento per la comunità locale. Un’architettura di valore che sappia rispondere al bisogno abitativo del centro storico valorizzando al meglio le istanze culturali e sociali del contesto. Un hub urbano capace di costruire un nuovo senso di comunità.


PRIMO CLASSIFICATO: Pawel Pacak, Katarzyna Poninska (POLAND)

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“L’architettura è da sempre stata pensata per creata un luogo, un’identità, un senso di appartenenza. Il contesto è essenziale, rappresenta il motivo per cui il progetto per la Casa Española mira a valorizzare lo stile di vita del luogo.  Le connessioni esterne mantengono una scala umana, questo restituisce l’impressione di trovarsi in uno dei tipici Calle spagnoli. Le attività commerciali poste a livello strada funzionano durante tutta la giornata: per la festa e la siesta, per un piccolo caffè, per rilassarsi o per incontrarsi con gli amici, tutto diventa occasione per vivere l’ambito urbane e conferire all’edificio l’aspetto di un sistema in continuo movimento. Le facciate, pensate in maniera razionale e pura, prevedono aperture che ripropongono in chiave contemporanea le finestre, strette e alte, tipiche dell’architettura locale. La Casa Española intende migliorare lo spazio urbano senza alterare le caratteristiche che lo compongono”.


SECONDO CLASSIFICATO: Blaszczyk Marta, Czapla Anna, Gawin Filip, Kania Kacper, Michalska Marlena (POLAND)

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“Il progetto ha preso in considerazione diversi aspetti: tradizione costruttiva, istanze storiche e influenze climatiche. Bisognava creare un ambiente nel quale le persone, senza rinunciare alla propria privacy, potessero abitare i luoghi socializzando tra loro. Gli appartamenti hanno superfici differenti per rispondere alle esigenze di ogni utente; sono connessi con la piazza che diventa punto di ritrovo per gli abitanti. Il verde è una componente essenziale del progetto: le alberature favoriscono un maggiore senso di accoglienza e creano zone d’ombra necessarie a costituire un nuovo microclima. L’edificio esprime un generale senso di permeabilità che la pelle esterna in lamiera forata esalta conferendo alle facciate un aspetto unitario”.


TERZO CLASSIFICATO: Jose Ramon Del Rey Ortega, Natalia Carolina Sosa (SPAIN)

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“L’orientamento diverso dei due blocchi che compongono l’edificio garantisce la possibilità agli utenti di essere ben connessi con le dinamiche sociali esterne al complesso abitativo. Le attività commerciali a livello strada sono in contatto diretto con la piazza verde esterna che diventa elemento di connessione tra lo spazio pubblico e le residenze ai piani superiori. Il punto d’intersezione tra i due volumi è uno spazio di connessione tra indispensabile tra i due comparti e le aree a livello strada. Le residenze, schermate da bries soleil mobili, prevedono una gestione controllata della luce naturale e una continuità nella lettura delle facciate”.


PROGETTO MENZIONATO: Derdoy Julieta (SPAIN)

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“La ricerca si sofferma su esigenze funzionali di primaria importanza – residenziale, turistico, commerciale, culturale – per fare di questo edificio un centro abitativo metropolitano. La parte costruita assume una veste molto compatta, a protezione delle residenze in esso contenute, per diventare spazio di condivisione nella piazza interna centrale. Attraverso questo nuovo segno si intende aggiungere un elemento di forte identità in un ambito urbano precostituito. Il basamento commerciale si differenzia rispetto al resto della costruzione per il colore chiaro delle superfici in opposizione con i piani scuri che identifica i livelli superiori. La contrapposizione tra superfici in opposizione cromatica viene esaltato nella corte centrale dove le ombre delle alberature esaltano la percezione ottica dei limiti costruiti. Le due ali laterali formano un ideale abbraccio nel quale i fruitori esterni vengono accolti in ricerca di una continuità tra pubblico e privato”.  


PROGETTO MENZIONATO: Makoto Ochi, Ryo Kobayashi, Ryosei Inoue, Yuya Hanashima (JAPAN)

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“L’edificio estendere l’asse di percorrenza per creare un camminamento centrale ad utilizzo pubblico distinguendo i comparti destinate residenziali in due blocchi. La mescolanza tra ambienti esterni e spazi interni ad uso pubblico permette al fabbricato di risultare ben integrato nell’area d’intervento. Il taglio diagonale tra le due unità alleggerisce il costruito permettendo un ottimo ricambio di luce e aria che, in aggiunta alla copertura verde, conferisce al progetto un approccio attento all’utilizzo delle risorse naturali”.


PROGETTO MENZIONATO: Giulia Prosperi, Costantino Claudio, Antonio Demaio (ITALY)

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“E’ indispensabile dare alle persone la possibilità di vivere un luogo che saprà trasformarsi sulla base delle loro esigenze. Bisogna reinventare l’edilizia collettiva o almeno immaginare habitat intermedi che sposino il desiderio di intimità con il piacere di socializzare. L’edificio appare come un blocco chiuso sul lato nord, ma diventa uno spazio aperto verso il quartiere a sud, invitando la comunità a godersi la piazza pubblica a quota strada. Ogni livello è dotato di collegamenti che mettono in connessione i due volumi. La modularità e la distribuzione indipendente degli appartamenti favorisce l’aggregazione di uno o più moduli per creare spazi di vita aggregabili”.


PROGETTO MENZIONATO:  Giovanni Rasetti, Sara Priore, Chiara Valentini, Carlo Pozzi, Guido Camata (ITALY)

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“La trasformazione dell’alveo del Turia in autostrada verde che innerva la città ha portato negli anni a una progressiva riqualificazione dei quartieri prospicienti il fiume, a iniziare dal barrio El Carmen, cuore pulsante della vita della città. Il progetto intende valorizzare il senso di condivisone tipico del luogo proponendo un programma che da aperto, quale può essere la piazza, riesce a diventare chiuso. I comparti costruiti sono divisi al centro da uno spazio flessibile alle modifiche d’uso che i fruitori sapranno proporre in fase d’uso. I due prospetti propongono un linguaggio di facciata differente: il primo e meno esposto adotta il legno come materiale organico mentre, sul lato opposto, superfici opache e sistemi di ombreggiatura in metallo offrono un aspetto più urbano al costruito. L’edificio propone elementi in contrapposizione che riescono a coesistere in maniera equilibrata aderendo, per diversità, alle spinte rigenerative del quartiere”.


PROGETTO MENZIONATO: Giulia Mazzieri, Linda Consiglieri, Giorgia Console, Anna Ivaldi, Margherita Pisano (ITALY)

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“Valencia è una città di tradizione antica che sintetizza il perfetto equilibrio tra contemporaneità e patrimonio architettonico. Il progetto si basa su due temi principali: la costruzione di un edificio a corte attorno al quale costruire le unità abitative e accessi diretti dalle strade che delineano il lotto. L’edificio è concepito come un alveare in cui ogni abitante possiede spazi privati ma capaci di connettersi con le aree pubbliche esterne. Questa conformazione origina un sistema capace di creare interazione, di riunire le persone e valorizzare la realtà urbana precostituita. Orti urbani posti sulla superficie di copertura completano un progetto pensato a favore della salvaguardia ambientale”.


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