#PISACALL

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TEMA: Pisa è una città dalla storia millenaria che conserva intatto il suo fascino antico. L’epoca medievale fu il periodo di maggiore splendore, periodo durante il quale mire espansionistiche e floridi traffici commerciali rivolti a oriente fecero di Pisa una delle quattro Repubbliche Marinare. Ad attente politiche di crescita economica si affiancarono  propositi di sviluppo  culturale che portarono alla fondazione di alcuni tra i più importanti poli accademici d’Italia. L’Università, istituita nel XIV secolo, e la Scuola Normale, costituitasi nel XIX secolo, si collocano a poca distanza da Piazza del Duomo, meglio conosciuta come Piazza dei Miracoli, uno dei luoghi di maggiore riconoscibilità della città. La Cattedrale e il campanile del XII secolo – la “Torre pendente” – compongono la piazza e rientrano tra i monumenti riconosciuti come patrimonio UNESCO. PISA CONFERENCE HALL dovrà integrarsi in uno scenario in cui le istanze del passato sono tutt’oggi molto forti. La proposta di progetto dovrà saper configurazione uno snodo nevralgico che rappresenti un tre d’union tra Piazza dei Miracoli e la cittadella universitaria. Un’architettura che diventi un importante tassello di contemporaneità per la città storica.


PRIMO CLASSIFICATO: Kolesnykov Oleksandr (Ukraine)

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“L’obiettivo dell’intervento era riuscire ad introdurre un manufatto contemporaneo in un’area dalla forte connotazione storica. È stato necessario immaginare un complesso ipogeo, una cavea sotterranea capace di creare uno strato intermedio tra vecchio e nuovo. Il campo delle piante artificiali: tubi di plastica coprono quasi tutta la zona per diventare un tappeto interattivo. Lo strato filtra i raggi del sole verso l’interno mentre, di sera, parte dei tubolari illuminano il campo con led a risparmio energetico. La pioggia attraversa la restante parte dei condotti, si convoglia, e in periodo di maggiore calore viene espulsa verso l’esterno per abbassare la temperatura atmosferica. Le funzioni sono contenute in scatole sospese, collegate tra loro da un sistema di rampe e ascensori. Spazi cangianti e atmosfere dinamiche creano una pluralità di esperienze spaziali inattese.”


SECONDO CLASSIFICATO: Claudio C.Araya Arias_Felipe Acuna Valdebenito_Jaime Fuenzalida Alberdi_Felipe Riveira Valdivia (Chile)

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“Bisogna avvicinarsi alla concezione di spazio comune come una piattaforma subordinata al sociale, un luogo in cui la comunità costruisce nuova memoria senza perdere di vista le proprie radici storiche. Era necessario immaginare l’intervento come un proposito per attivare nuovi flussi di circolazione e permettere alle tracce di antico presenti attorno al sito di connettersi con una nuova visione di spazio.  Il suolo non è stato occupato per essere lasciato libero, tutto ciò che accade si sviluppa sotto il livello della strada. Il verde pubblico è stato bucato da una serie di cilindri: diventano contenitori di passato dentro cui esporre testimonianze storiche che più hanno caratterizzato la storia di Pisa. Viene offerta al fruitore un’esperienza sensoriale, un susseguirsi di atmosfere suscettibili al cambiamento della luce. Esperienza e memoria assumono un’identità unitaria per dare al passato una continuità nel presente.”


TERZO CLASSIFICATO: Alessandro Riello_Paola Pulella_Giovanni Santi_Enrico Valentino Tagliaboschi_Sara Tenchini (Italy)

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“Un perfetto equilibrio tra i volumi modella e caratterizza lo spazio di Piazza dei Miracoli: in quest’ottica aggiunte o sottrazioni appaiono come azioni mosse a togliere l’armonia di un luogo che, per secoli, ha suscitato interesse e stupore. L’attenzione non è stata posta sul costruito ma sugli spazi verdi che diventano un quotidiano luogo di ritrovo per i turisti. La  superficie verde dell’area si innalza, mantenendosi a quota zero sui due lati in cui fronteggia la torre e il Duomo, fino a raggiungere l’altezza di 9 metri nel suo punto più alto. L’accesso principale è un tracciato curvilineo, una scalinata con al centro la Luca capitolina, che abbraccia il visitatore proveniente da via Santa Maria. Superato l’ingresso si è accolti in un’ampia reception che agevola la distribuzione dei flussi e gestisce l’ingresso all’auditorium; un’area relax si affaccia sull’atrio e, attraverso un’ulteriore apertura sulla copertura, apre la vista verso la cupola del Duomo, punto focale della piazza e della città.”


MENZIONE: Sara  Battini_Federico Bertagna (Italy)

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“Inserire un edificio in un contesto dalla forte valenza storica significa modificare in maniera radicale lo stato dei luoghi ma è giusto pensare che il dialogo il passato sia capace di generare ambizioni e interesse.  Il complesso è composto da duecomparti connessi da una piccola piazza a livello interrato attorno alla quale sono organizzati i vari ambienti:  il primo edificio ospita la sala conferenze ed è circondato sugli altri tre lati dal secondo blocco. Il progetti si ispira a uno schizzo preliminare per La Madonna col bambino di Michelangelo, che, così come la Lupa Capitolina, suggerisce un senso di protezione e di maternità. Questa suggestione ha fatto sì che da un unico volume, come il bambino che cresce si divide dalla madre, sono state generate entità differenti. Il lato estremo dell’auditorium è arrotondato, invita il visitatore a  vivere questa una nuova esperienza contemporanea.”


MENZIONE: Eduardo Delgado Orusco (Espana)

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“La cattedrale, il battistero e il suo campanile, sono elementi architettonici che caratterizzano la Piazza dei Miracoli e manifestano la sagacia degli scalpellini del passato, capaci di plasmare grandi fabbriche. Colonne in stile, archi e volte hanno lasciato il posto a elementi strutturali di concezione contemporanea ma, senza dimenticare gli insegnamenti dei maestri il progetto si ripropone di rivisitare le antiche forme attraverso l’utilizzo di materiali di più recente concezione. La grande struttura a cilindro, sormontata da una cupola in vetro, ricorda la forma del vicino battistero e rappresenta  contenitore per le scatole funzionali in essa presenti. L’auditorium, disposto al centro dell’ambiente e collocato ad un livello inferiore rispetto alla quota strada, è il volume canalizzatore attorno al quale si muovono percorsi e ambienti di servizio.  Forma e funzione si fondono in continuità con le geometrie che caratterizzano la piazza.”


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