#FLORENCECALL

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IL TEMA: Firenze è la capitale del Rinascimento, non c’è angolo della città in cui non si respiri classicismo. La cupola del Brunelleschi è il simbolo riconosciuto del capoluogo toscano, ma sono innumerevoli gli edifici di grande valore architettonico che caratterizzano il centro storico. L’impianto urbano, fortemente legato alla propria radice storica, registra pochi episodi a favore di contemporaneità, un bisogno di attualità al quale Firenze, non può sottrarsi rendendo gli spazi irrisolti un interessante opportunità di sviluppo. Largo Pietro Annigoni, al limite del centro storico entro le mura, è un interno urbano giunto pochi anni fa’ all’attuale configurazione che offre interessanti spunti di riflessione. Il mercato ottocentesco di Sant’Ambrogio, le sedi didattiche del Dipartimento (ex-Facoltà) di Architettura, l’Archivio di Stato ed il recente intervento delle Murate, sono alcuni dei luoghi d’interesse che circondano il sito. È necessario riflettere sull’opportunità di creare un nuovo polo per la comunità, un ambito che favorisca l’interazione tra residenti, turisti e studenti. Il Florence Cultural Centre, spazio per mostre e eventi,  dovrà incarnare questa aspirazione diventando uno tra i principali luoghi d’interesse della città.


PRIMO CLASSIFICATO: Erica Passavinti, Sofia Lalli (ITALY)

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“Nonostante la vicinanza di rilevanti punti d’interesse, Largo Annigoni è riconosciuto dai cittadini come un vuoto urbano. Nel 1865 la piazza era divisa a metà da un volume longitudinale che ospitava dei semplici magazzini e, a suo modo, suddivideva lo spazio, distribuendone i sensi di percorrenza e rendendo la dimensione spaziale molto più umana. Per creare il centro culturale si è partiti dall’idea di ripercorrere il tracciato degli antichi magazzini. Le coperture sono il simbolo della cultura che nasce dal piano interrato e si diffonde per la città, queste illuminano la piazza attraverso un sistema di proiezione di immagini, video e mappature 3D; le persone attraversano la piazza e , alzando la testa, sanno che nel centro succede qualcosa. Alle coperture corrispondono, a quota zero, dei grandi passaggi che garantiscono continuità tra la piazza e la passeggiata interrata dove sono collocate le funzioni del centro culturale. Ai due piani inferiori si trovano, invece, il parcheggio e i depositi dei rispettivi ambienti. Sulla piazza, seguendo le linee di progetto, si forma un disegno che diversifica lo spazio in aree verdi e pavimentazione in pietra.”


SECONDO CLASSIFICATO: Karolina Chodura (POLAND)

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“Lo spazio pubblico è l’essenza di ogni città, è il luogo dove si svolgerà la vita della comunità a stretto contatto con l’arte. L’idea di progetto è stata strutturata pensando a uno spazio nascosto capace di non alterare la morfologia del luogo. Gli edifici a servizio dell’arte devono essere pensati in modo discreto se inseriti in una città dal forte carico simbolico come Firenze. Pertanto l’architettura del complesso vuole essere modesta per non destare irriguardosi scossoni sul preesistente. Tutte le funzioni sono accessibili dalla piazza: al piano terra sono collocati gli spazi per l’accoglienza, auditorium e sale espositive sono sistemati al secondo livello interrato per essere ambienti di maggior intimità. Le grandi alberature della piazza, solo parzialmente visibili, sono un richiamo che invita il visitatore a scoprire quel che accade sotto Largo Pietro Annigoni.”


TERZO CLASSIFICATO: Natalia Lobodziec, Karol Kowalczyk (POLAND)

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“L’edificio fa riferimento alle tipiche costruzioni rinascimentali caratterizzate da una forma compatta e grandi spazi verdi. La struttura dell’intera costruzione è sospesa sulla piazza; la corte centrale diventa uno spazio pubblico ricreativo destinato ad animare il luogo invitando le persone a entrare a qualsiasi ora del giorno. Seguendo un approccio altamente funzionale si è deciso di sfruttare tutti gli spazi in modo ottimale. Gli interni sono una combinazione di diverse funzioni: uffici, galleria d’arte (mostre di fotografia, pittura e scultura), biblioteca, libreria, auditorium e l’istruzione, la gastronomia, lo spazio pubblico verde. La costruzione si costituisce di travi in acciaio che danno leggerezza e contemporaneità all’intero complesso. La luce sarà una non materia capace di dare leggerezza al costruito.”


MENZIONE: Emiliano Barbani, Arturo Collina, Giovanni Morelli (ITALY)

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“Il progetto per il Florence Cultural Centre nasce dall’idea di poter arricchire la città di Firenze con una struttura architettonica contemporanea che non stravolga ma completi il contesto urbano preesistente. La storia classica di Firenze, basata sull’attento studio delle proporzioni, ci ha spinto a riproporre, in chiave contemporanea, una forma architettonica rigorosa. Una geometria seriale riproposta per le griglie di facciata e nel cassettonato, tipico intradosso delle fabbriche ecclesiastiche, scelto come copertura dell’edificio. I tre edifici contengono diverse funzioni – ristorante, sala espositiva e auditorium – indipendenti tra loro ma connesse dallo spazio pubblico esterno che diventa una piazza verde a servizio dell’intera comunità locale. La facciata, un quadrettato che alterna superfici opache e trasparenti, è pensata per generare un gioco di luce tale da rendere dinamica la percezione degli spazi interni.”


MENZIONE: Ana Irene Muzio Pérez, Eloisa Fierro Freira (ESPANA)

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“L’edificio cresce in profondità per evitare di creare un effetto negativo sul tessuto urbano; una città con una grande storia deve essere rispettata e preservata. L’idea principale è quella di utilizzare lo spazio in modo eterogeneo. La piazza pubblica si sviluppa ad una quota più bassa rispetto al livello strada, diventa il luogo di ritrovo per la comunità locale; le funzioni, collocate tutt’intorno, sono distribuite su diversi livelli per permettere l’alternanza tra camminamenti verticali e orizzontali. Il ristorante è disposto al livello superiore per aprire scorsi sulla piazza, libreria e sala espositiva si trovano a livello intermedio in ricerca di una maggiore privacy, l’auditorium è un ambiente ipogeo riparato dai rumori dell’esterno. Tutto si fonde in un unico organismo pensato per dare un nuovo volto al centro storico cittadino.”


MENZIONE: Mateusz Dabek, Anna Mardyla (POLAND)

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“Il nuovo centro culturale deve prendere forma in modo invisibile. La piazza non perde la sua funzione primaria ma viene spostata a un livello ipogeo che diventa un luogo pronto ad accogliere eventi di vita pubblica. Le cinque rampe che scendono verso il basso creano un tessuto circolare che avvolge la piazza e guida il visitatore verso gli spazi disposti ai diversi livelli. Il percorso è un crescendo sensoriale, l’arte viene percepita in tutte le sue forme per mantenere viva nelle persone una innata educazione al bello tipica della storia fiorentina. La visita si conclude nel grande auditorium a quota con la piazza, un ventre aperto a mostre e eventi dove l’arte trova giusta collocazione.”   


MENZIONE: Mauricio Esteban Morra, Diego Degiovanni, Gonzalo Guerrero, Jerçnimo Parola (ARGENTINA)

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“La proposta intende valorizzare il sito attraverso la costruzione di un vuoto, un parco pubblico che diventi il luogo di interazione tra le persone. Spazi interni ed esterni, ambienti pubblici e privati si fondono per diventare parte di un unico organismo costruito. Per ottenere una libertà funzionale interna è stata utilizzata una geometria strutturale regolare che si basa sulla ripetizione dei moduli stabiliti dalla maglia di travi in acciaio. Auditorium e bookshop occupano i primi due livelli mentre gli spazi per la ristorazione sono sistemati all’ultimo livello per godere del panorama disegnato dal centro storico di Firenze. Le grandi superfici vetrate permettono alla luce naturale di illuminare gli interni in modo passivo garantendo un sostanziale risparmi energetico in fase di gestione.”  


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