#OSLOCALL

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TEMA: Oslo è un luogo unico, in perfetto equilibrio tra architettura e natura: gli scenari verdi, primi tra tutti i Fiordi, rendono questa una delle città più green d’Europa. Grandi esploratori sono partiti alla conquista di vette estreme ma non mancano personalità artistiche, Munch e Viegeland, che hanno caratterizzato la storia norvegese. Storia e tradizione si mescolano ad istanze di stampo contemporaneo: Astrup Feornley Museu, Operahuslet, Barcode district, sono solo alcune delle architetture che hanno conferito un’immagine nuova al waterfront urbano. In quest’area di interessante fermento vogliamo immaginare Oslo Cultural Center, un segno contemporaneo in un quartiere che con il Forsvartmuseet e il Nasjonallmuseet of Arkitektur è diventato una piccola cittadella culturale. Auditorium, sale espositive e archivi fotografici saranno parte di un nuovo edificio nel quale eventi e performance permetteranno alla comunità locale di condividere esperienze di valore storico-culturale. Un luogo per la cultura che dia continuità al programma di sviluppo territoriale fin qui intrapreso.


PRIMO CLASSIFICATO: Jaenes Bong, Queena Wang, Ming Tse Lin, Ivan Chi (HONG KONG)

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“Il Cultural Center for Norvegian Waterfront intende fornire un nuovo sistema di spazi civici all’intera comunità locale. Tutti gli ambienti sono contenuti in un’unica vetrata – un ghiacciaio immaginario – schermata da listelli che, in opposizione alla freddezza delle superfici trasparenti, rendono calda ed accogliente la percezione del volume costruito. Dalla piazza pubblica i visitatori entrano nella hall, un grande atrio dal quale inizia l’esperienza di un viaggio culturale. I percorsi tra le sale diventano punti d’osservazione dai quali è possibile osservare la città ad altezze differenti, una flessibilità che permette ai fruitori di vivere l’edificio in maniera soggettiva. Le alberature che caratterizzano i piani di copertura offrono un polmone verde all’intera area rappresentando un filtro tra il nuovo distretto culturale e il vicino quartiere industriale.”


SECONDO CLASSIFICATO: Valentina Sciacca, Francesco Simonin, Mattia Bencistà (ITALY)

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“L’ipotesi progettuale nasce dalla volontà di assimilare e reintepretare quelle che sono le figure e le architetture che caratterizzano il waterfront di Oslo. Il processo progettuale si struttura ragionando sul senso e sulla consistenza della zona portuale e degli scali marittimi, ibridato con quella che è invece la natura della città storica, della fortezza e del bastione. Il progetto è composto da tre parti in continuo dialogo tra di loro: la piastra bassa che diventa il luogo nel quale sono contenuti gli spazi funzione, la torre che pian piano si smaterializza per aprirsi al luogo e diventare percorso di risalita verso la fascia terminale dell’edificio, il piano di copertura che è un rimando alle terrazze di difesa e osservazione, funzione qui sostituita con un più pacifico belvedere. Il progetto vive della continua contrapposizione tra terra e mare, dove il materiale monolitico si sgretola verso l’alto per aprirsi al contesto. Terra e mare, fortezza e faro, collaborano tra di loro per diventare contemporanea reinterpretazione di forme antiche.”


TERZO CLASSIFICATO: Veronica Arpaia, Antonino Caridi, Davide Casaletto, Silvia Cocorda (ITALY)

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“Il progetto intende creare un ponte immaginario tra la città e lo specchio d’acqua sul quale Oslo affaccia. L’idea di progetto è guidata da tre elementi essenziali: la grande scalinata che affaccia sulla città diventando un belvedere aperto sul contesto, le due braccia che si aprono verso l’area industriale come invito e connessione con un’altra area funzionale su scala urbana, l’auditorium che occupa il centro dell’edificio diventando catalizzatore dei flussi e percorrenze. L’involucro esterno è caratterizzato da una facciata luminosa prevalentemente in vetro, rivestita da una pelle irregolare in alluminio traforato. Si traduce in una doppia membrana che diventa filtro per la luce naturale diventando elemento di facile riconoscibilità per chi osserva l’edificio da lontano.”


PROGETTO MENZIONATO: Timur Razakov (RUSSIA)

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“Il processo di costruzione della forma inizia dal fiordo la cui struttura diventa la base per lo sviluppo della composizione. L’edificio, con i suoi pendii a diverse altezze, assume una conformazione irregolare seppur programmatica che permette ai visitatori di osservare il luogo a 360°. Gli elementi in calcestruzzo, interrotti solo da vetrate che permettono il passaggio della luce, diventano delle rocce ideali che si stagliano nella natura artificiale del costruito. Percorsi semi-coperti fanno da filtro tra esterno e interno disegnando sbalzi improvvisi che alleggeriscono la percezione del costruito. Storia, cultura e natura si fondono armoniosamente in un’architettura progettata con forme e materiali contemporanei, un intervento di rigenerazione puntuale che possa coinvolgere l’intera scala urbana.”


PROGETTO MENZIONATO: Mariam Zelimger (RUSSIA)

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“I fiordi sono l’anima della Norvegia, hanno rappresentato il filo conduttore dell’idea di progetto. Geologicamente, un fiordo è un’insenatura lunga e stretta con pareti ripide o scogliere creata da un ghiacciaio. I due volumi che caratterizzano l’edificio diventano rocce all’interno delle quali lasciar scorrere i flussi pedonali. L’elemento di mezzo, un’ideale pietra sospesa, è un incastro che funziona da connessione tra i due lati dell’edificio e che contiene in esso una biblioteca pubblica. Il grande masso artificiale è scandito da segni simili a geroglifici, fori di luce attraverso i quali l’edificio illumina la piazza sottostante. I due blocchi laterali sono rivestiti in lamelle in legno, materiale tipico della tradizione costruttiva locale, e da grandi vetrate che permettono agli ambienti di mantenere un rapporto diretto con l’esterno. La copertura è una piazza soprelevata usata come belvedere e parco giochi per i più piccoli.”


PROGETTO MENZIONATO: Agranovskaya Daria (RUSSIA)

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“L’area progettata è vicino all’edificio dell’ascensore e al terminal dei traghetti che, per la loro altezza, tendono ad attirare l’attenzione dei passanti. La maggiore altezza nel fronte verso il mare permette al volume di svuotarsi a livello strada per diventare la via d’ingresso al centro per la cultura. La grande vetrata garantisce alla hall una buona esposizione favorendo la canalizzazione dei visitatori verso gli spazi funzione posti ai livelli superiori. La componente luce è un elemento essenziale di progetto: le facciate sono tagliate da superfici trasparenti che sembrano essere le branchie di questo grande pesce di cemento. Un monolite nel quale le persone si approcciano per sentirsi pienamente coinvolti nell’atmosfera culturale che caratterizza il distretto del mare.”


PROGETTO MENZIONATO: Petros Stavrakis, Kleanthi Neokleous (GREECE)

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“La Norvegia ha più di duecento fari in diversi luoghi della sua fascia costiera. L’idea concettuale era quella di sviluppare un edificio emblematico per collegare la città con la natura e allo stesso tempo diventare un punto di riferimento per Oslo. La rampa a spirale è la caratteristica principale della struttura, il focus che riporta alla mente dei visitatori il punto chiave in cui i visitatori le antiche scale di risalita ai fari. La struttura in legno è un chiaro rimando alla tradizione costruttiva scandinava. La facciata diventa una quinta di rimando al luogo: permette a chi viene dal mare di osservare la città e agli abitanti di godere sempre del riflesso dello specchio d’acqua che domina la costa. L’edificio, oltre ad essere un luogo di cultura, diventa un elemento di richiamo ai simbolismi storici e visivi del territorio.”


PROGETTO MENZIONATO: Lorenzo Maggio (ITALY)

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“Il progetto prende ispirazione dalla conformazione delle chiese medievali norvegesi. L’edificio è concepito come punto di riferimento visivo, il tetto con guglie è visibile da qualunque direzione si guardi. L’area verde occupa gran buona parte della superficie esterna e diventa un punto d’incontro per la comunità connettendo idealmente la terra con il waterfront. Il volume, composto da tre navate, è percepibile come una nuova cattedrale per la cultura. Dalla grande hall a doppia altezza che caratterizza l’ingresso è possibile accedere ai livelli superiori dove sono collocati laboratori, sale studio e aree espositive. La grande vetrata a tutta altezza che domina il prospetto principale permette agli utenti di ammirare il paesaggio esterno.”


PROGETTO MENZIONATO: Diana Ganieva (RUSSIA)

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“La Norvegia è un paese con un’incredibile connotazione naturalistica, fiordi e alture caratterizzano il panorama. La proposta di progetto si basa sull’immagine di montagne con differenti altimetrie: i tre volumi principali dell’edificio contengono le loro funzioni componendo un’immaginaria catena montuosa. Il blocco più alto include la biblioteca multimediale, un centro per l’infanzia e aree ristoro; nel secondo volume sono collocati gli spazi destinati a eventi e spettacoli. Shop e zone ristoro a livello strada diventano ambiti d’incontro e interazione per la comunità locale. In opposizione, le terrazze diventano un belvedere privilegiato sul panorama circostante. L’intero sistema vuole tradurre l’imprinting laconico della cultura norvegese, un posto nel quale gli abitanti possano sentirsi a loro agio.”


PROJECT SELECTED IN SECOND RANKING: Polina Llina (RUSSIA)

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“I volumi che caratterizzano i diversi spazi funzione sono tra loro distinti e funzionano come piazze pubbliche dove aree verdi e anfiteatri scoperti diventano luoghi d’incontro per l’intera comunità. Le forme essenziali e pulite che caratterizzano il disegno globale dell’edificio sono un rimando al minimalismo Scandinavo e disegnano volumi sovrapposti che rimandano alla memoria la forma dei container della vicina zona portuale. L’utilizzo di grandi superfici trasparenti, sia verticali che orizzontali, permette di distinguere gli ambiti di connessione da quelli d’uso. Un’architettura semplice che rappresenta un tassello di connessione tra la costa e il mare.”


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