BARCELONA PAVILION

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Il Padiglione tedesco progettato in occasione dell’esposizione universale di Barcellona del 1929 è sicuramente l’opera più rappresentativa dell’architetto Mies Van Der Rohe. Costruito a cavallo tra le due Grandi Guerre il Padiglione di Barcelona doveva rappresentare l’avanguardismo della nuova Germania democratica. L’innovazione tecnologica, il budget ridotto e la temporaneità della manifestazione inficiarono la tenuta statica della costruzione a seguito della realizzazione che fu smantellata nel 1930 per essere poi ricostruita nel 1989 a seguito di attento studio della documentazione fotografica.

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La costruzione poggia su un podio sopraelevato che riporta alla mente l’immagine di un tempio romano; la pianta libera, proposta da Le Corbusier pochi anni prima, rappresenta invece un’intenzione di ricercata contemporaneità. I piani verticali che sorreggono la copertura stabiliscono un dinamismo tutt’altro che classico: l’elemento di chiusura superiore non sembra gravare sulle partizioni sottostanti esaltando la leggerezza visiva del padiglione. Esili pilastri in acciaio con sezione cruciforme sono disposti in maniera simmetrica in rimando alla regolarità delle colonne di supporto agli antichi templi.

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Molteplici sono i materiali di finitura adottati. Il marmo verde che circonda la vasca piccola, la lastra in onice che domina la sala interna e la parete opalina in vetro smerigliato definiscono elementi di diversa natura capaci di convivere in perfetto equilibrio. La statua in bronzo di Georg Kolbe, una donna con braccia protese al cielo, domina la vasca piccola protetta alle spalle da una piccola oasi verde. Una lunga panca in travertino ai lati della vasca grande permette ai visitatori di godere del silenzio che circonda lo spazio in maniera quasi irreale.

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