WORKLAB


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MateraLab ha affrontato la tematica della progettazione nei contesti storici. Una tre giorni di seminari, tour e laboratori nel quartiere Sassi finalizzato allo sviluppo di proposte per un padiglione espositivo per la città antica. Didonè-Comacchio architetti, Vosa-Napolano studio, Corvaro-Giostra architetti, gli studi intervenuti a supporto della fase didattica durante la quale i 40 partecipanti hanno sviluppato 6 possibili proposte d’intervento.

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DAY 1:

I lavori si aprono con una giornata di conoscenza del territorio. Il primo sopralluogo è a Casa Cava, intervento di recupero di un tipico ambiente materano nel quale l’architetto Renato La Macchia ha mantenuto intatta l’identità degli spazi emersi in fase di scavo apportando un segno minimo e dal design contemporaneo. La visita si sposta all’esterno, nel rione Sassi, momento durante il quale la guida Eleonora Sansone racconta le fasi di sviluppo del territorio su scala urbana.

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DAY 2:

La mattina è dedicata all’intervento dei tutor che, attraverso le loro esperienze concorsuali, trasmettono metodi d’approccio e visioni d’intervento. Didonè-Comacchio architects raccontano come le potenzialità del contesto e il coinvolgimento della sfera emotiva possano influenzare la fase di ricerca analizzando, nello specifico, il progetto per il Teatro e Parco di Albignasego (in foto) e il Polo Scolastico a Mel.

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Vosa-Napolano studio , con il progetto per la Scuola di San Benedetto dei Mersi e il Polo Scolastico di Eccellenza Alberghiera e Agroalimentare di Ariano Irpino (in foto), spostano l’attenzione sulla flessibilità caratterizza i due complessi scolastici  pensati come “City Center” a servizio dell’intera comunità locale.

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Corvaro-Giostra architetti espongono la modalità di approccio seguita per concorso di idee “Matera, City of Culture” (in foto) nell’ambito del quale era richiesta la progettazione di un Complesso Museale sull’area studio del MateraLab.

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Inizia la fase operativa: i partecipanti, ognuno con background didattico e provenienza territoriale differente, compongono i 6 gruppi.

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La capacità di interazione e le diverse professionalità risultano essenziali elementi di confronto per i team di lavoro in cui il singolo approccio diventa parte di un unico processo progettuale.

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DAY 3:

Le proposte prendono forma e i giovani progettisti sono chiamati ad articolare la loro presentazione, momento necessario a raccontare le fasi di sviluppo e le motivazioni che hanno influito sulla composizione dell’idea di progetto.

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PROGETTO PREMIATO

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Team: Claudio Carrieri, Micol Balma, Silvia Balloni, Anna Sala, Miriam D’Ignazio, Marco Demetrio, Elena Parodi

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Il progetto insiste sulle possibilità di fare della materia tematica prima della proposta. Si procede per sottrazione di volumi ricavando all’interno del grande involucro costruito spazi che permettano alla luce di penetrare verso l’interno come nel processo fotografico delle camere stenoscopica. L’acqua scolpisce la superficie superiore, un’unica piazza scoperta, e penetra verso l’interno creando atmosfere ad alto impatto organico.

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L’esterno è un monolite chiuso. La forma regolare è in netto contrasto con  la non programmaticità urbana del rione Sassi, diventa un elemento di forte identità facilmente riconoscibile.

PROGETTO MENZIONATO

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Team: Alexandra Burecu, Daria Belova, Julia PetrochenkoBelova-01

Il programma volumetrico insiste sul concetto di flessibilità: gli spazi espositivi sono completamente aperti e i tre volumi sono tagliati in maniera diagonale da scale di connessione tra i diversi livelli stradali. Gli archi che compongono la trama strutturale sono disegnati i maniera essenziale per proporre una reinterpretazione contemporanea di una forma costruttiva tradizionale.Belova-02

Le visuali interne si aprono su punti d’osservazioni differenti. Le percorrenze offrono un’interpretazione libera e dinamica degli spazi senza perdere di vista il rapporto tra ambito pubblico e privato.

PROGETTO PARTECIPANTE

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Team: Gian Luca Di Lisa, Enzo Maio Masci, Francesco D’Amario, Leopoldo Casertano, Matteo Venanzio, Francesca Di Fusco, Fabiola Cristalli

3SQUARE è propone la costruzione di tre piani a quota differente che, pur mantenendo la loro autonomia funzionale, risultano connessi per garantire molteplici possibilità di fruizione. Lamiere microforate, superfici opache e vetrate a tutta altezza permettono alle tre piazze di diventare parte di un unico organismo costruito.

PROGETTO PARTECIPANTE

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Team: Federica Cangiano, Francesca Agnese, Rosalia De Vivo, Ivan Branca, Alessia Aufiero, Alberto Calenzo

La proposta intende conferire nuova dignità al muro che delimita le diverse quote strada. Gli spazi interni sono protetti da due elementi, uno orizzontale e l’altro verticale, che compongono un unico guscio di chiusura dalla duplice valenza funzionale; il piano orizzontale è destinato alla piazza, da cui è possibile godere di punti d’osservazione diretta sul sito, i tagli sulla muratura indirizzano il fruitore verso ottiche prestabilite. L’opera di scavo che interessa il piano di calpestio interno ribadisce la continuità che caratterizza Matera con il proprio sottosuolo.

PROGETTO PARTECIPANTE

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Team: Federica Miranda, Dapnhe Massari, Maria Rosaria Russo, Carolina Crozzolin, Giulio Saponaro, Giovanna Nichilò, Linda Anna Parisi

La modularità è alla base dell’intervento: l’analisi del panorama di Matera mette in risalto una geometria secondo cui parti autonome, le abitazioni, vanno a comporre i terrazzamenti a quote differenti. I nuovi blocchi vengono parimente sovrapposti e seguono orientamenti scelti per valorizzare punti di vista privilegiati sul contesto. L’utilizzo di materiali prefabbricati è  garanzia di una più facile gestione durante le operazioni di cantiere e una minore incidenza qualora le trasformazioni future richiedano trasformazioni parziali o totali del costruito.

PROGETTO PARTECIPANTE

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Team: Enza De Maria, Alessia De Simone, Belinda Gallo, Agnese Chitarro, Melania Bisegna

Il belvedere che copre il padiglione diventa elemento di continuità con la strada offrendo alla comunità locale uno nuovo spazio d’incontro. La copertura segue inclinazioni differenti con l’intenzione di proporre punti d’osservazione diversi rispetto allo stato attuale. Il piano superiore, inoltre, diventa elemento di connessione con i volumi sottostanti, separati da percorrenze di taglio pensate per garantire una migliore flessibilità d’uso.

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