INTERVIEW: FILIPE PINA + INÊS COSTA

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1.Quali sono le esperienze istruttive della tua formazione?

Siamo un team di due persone. Abbiamo avuto diversi studi accademici ed esperienze professionali. Viviamo in paesi diversi e stiamo imparando dal nostro lavoro quotidiano.

2.Qual è il progetto al quale più si avvicina il tuo fare architettura?

Non c’è un singolo progetto a cui facciamo riferimento. Possiamo dire che siamo sensibili all’architettura tradizionale ed agli architetti portoghesi.

3.Puoi definire la tua filosofia progettuale o pensi sia troppo prematuro?

Anzitutto l’attenzione al luogo. Cerchiamo di fare il meglio possibile con i materiali a nostra disposizione. Crediamo che l’architettura debba essere di tutti e non di pochi.

4.Come nasce il tuo progetto? Che peso ricoprono analisi e intuizione?

Sono necessari entrambi. L’uno non esclude l’altro.

5.La restituzione grafica è affidata alle tecniche digitali. Lo schizzo, lo studio dimensionale sui plastici,      ritieni siano pratiche obsolete o ancora essenziali?

Quando iniziamo a ragionare su un progetto lavoriamo sempre a mano, questo ci consente di godere della massima libertà. Poi c’è bisogno di calibrare tutto sulla realtà, di confrontarci con le vere dimensioni dell’esistente. La digitalizzazione ci permette di ridurre al minimo gli inconvenienti in fase di realizzazione.

6.Quanto influisce il cantiere sul costruito finale?

E’ una fase essenziale nel lavoro dell’architetto. Ad esempio, per il progetto della JA house è stato importante capire il peso delle fonti luce e correggere il tiro in corso d’opera.

7.Pensi che i vincoli di progetto siano un ostacolo o un valore aggiunto?

All’inizio della nostra carriera ci auguravamo sempre che il limiti, sia urbani che finanziari, fossero ridotti al minimo così da poter affrontare il lavoro in maniera più agevole. Oggi abbiamo più esperienza per superarli e giungere a soluzioni ugualmente intriganti.

8.Preferisci i materiali tradizionali o materiali più attuali e innovativi?

Dipende dal progetto. Preferiamo non stabililo a priori.

9.Si parla di componenti amateriche, materiali rinnovabili. Pensi siano la giusta via da perseguire?

Tutti i sistemi che aiutano un edificio ad essere più performante sono importanti. Non devono però rappresentare un limite alla progettazione.

10.Qual è il progetto che meglio rappresenta l’attività da te svolta fin qui?

Siamo giovani, la nostra produzione è ancora tutta da fare ma possiamo senza dubbio affermare che la JA house è il progetto di cui adesso andiamo maggiormente fieri.

11.Qual è il tema con il quale speri di confrontarti in futuro?

La crisi ci inducie a non sottovalutare nessun tipo di lavoro. Qualsiasi esso sia rappresenterà sempre per noi una bella sfida da portare avanti.

More info: http://filipepina.wix.com/architecture  http://www.inescostaarq.blogspot.it/

 

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