INTERVIEW: BCQ arquitect

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http://www.bcq.es

Quali sono le esperienze istruttive della tua formazione?

Impariamo da tutto quel che ci accade nel quotidiano, dalla nostra infanzia, i viaggi che abbiamo fatto, i libri che abbiamo letto e le conversazioni che abbiamo con i nostri amici. Riflettendo su questa domanda è difficile che io trovi qualcosa che non ha influito sulla mia formazione da architetto.

Qual è il progetto al quale più si avvicina il tuo fare architettura?

Prendiamo un sacco di altri progetti di architetti ma, ad essere onesti, il nostro ultimo progetto è quello che ci è più vicino.

Puoi definire la tua filosofia progettuale o pensi sia troppo prematuro?

Credo sia troppo presto per dirlo soprattutto se lo si valuta dall’interno. Può forse dirlo chi osserva i nostri lavori da fuori.

Come nasce il tuo progetto? Che peso ricoprono analisi e intuizione?

In primo luogo non vorrei usare il termine analisi. Conduce il processo creativo in maniera spesso oggettiva e assai strutturata. Preferisco analizzare la realtà, il problema, le esigenze del cliente e le possibilità tecniche. E gli architetti sono persone capaci di risolvere problemi concreti anche attraverso spunti creativi.

La restituzione grafica è affidata alle tecniche digitali. Lo schizzo, lo studio dimensionale sui plastici,      ritieni siano pratiche obsolete o ancora essenziali?

Disegni e modelli mi aiuta a pensare e proporre il mio lavoro. Conversazioni e, soprattutto, l’ascolto aiutano il progetto a diventare possible e reale.

Quanto influisce il cantiere sul costruito finale?

Vorrei ragionare in maniera opposta. Quanto il nuovo progetto influenza il sito nel quale è inserito?

Pensi che i vincoli di progetto siano un ostacolo o un valore aggiunto?

Solitamente i migliori e più interessanti progetti sono nati in situazioni molto restrittive.  Rappresentano per me una fortuna e la maniera per stuzzicare il mio sapere.

Preferisci i materiali tradizionali o materiali più attuali e innovativi?

Io non la porrei in termini di “materiali”, ma in termini di “sistemi costruttivi”. E’ importante una buona integrazione tra gli elementi singoli per permettere all’insieme di funzionare in maniera opportuna.

Si parla di componenti amateriche, materiali rinnovabili. Pensi siano la giusta via da perseguire?

La sostenibilità è parte stessa del progetto. Dubitare della necessità di una progettazione ecocompatibile è come mettere in discussione la stabilità per un edificio. Allo stesso tempo, i vecchi materiali e sistemi costruttivi tradizionali sono molto spesso, modi appropriati e dall’alto valore di sostenibilità.

Qual è il progetto che meglio rappresenta l’attività da te svolta fin qui?

Siamo ancora in fase di crescita. E’ difficile per me dirlo.

Qual è il tema con il quale speri di confrontarti in futuro?

Tutti. In generale la nostra attività è un aiuto per la società, risolve problemi e rendere le nostre città migliori.

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