INTERVIEW: ANDREOTTI + CATALDO

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Quali sono le esperienze istruttive della tua formazione?

Viaggiare, vivere le città, i luoghi e la curiosità ci hanno spinto verso questo affascinante mondo. Il corso di progettazione del primo anno alla facoltà di architettura di Ferrara ha aperto le nostre menti. La formazione universitaria è stata come una lente d’ingrandimento per i nostri occhi su tutto ciò che ci circonda. La voglia di mettersi in gioco ci ha avvicinato ai concorsi di idee, un ottimo metodo per confrontarsi sul tema con colleghi, e probabilmente il futuro per rendere l’architettura alla portata di tutti e aumentare l’interesse verso questa disciplina che i non addetti ai lavori non comprendono in pieno.

Qual è il progetto al quale più si avvicina il tuo fare architettura?

Una scelta difficile. Probabilmente le nostre città. Scorci, piazze pubbliche, corti nascoste e prospettive suggestive dei tessuti urbani storici ci aiutano a sviluppare progetti e fare architettura.

Puoi definire la tua filosofia progettuale o pensi sia troppo prematuro?

La sensibilità verso una cultura e una società che cambiano così velocemente non ci consente di creare oggetti architettonici autoreferenziali che seguono un gusto tecnologico momentaneo, ma di riflettere sulla storia e le radici della società con uno sguardo al futuro. La nostra visione consiste nel cogliere il senso di ciò che è già stato fatto nel passato e renderlo adattabile e mutevole verso un domani che cambia così rapidamente.

Come nasce il tuo progetto? Che peso ricoprono analisi e intuizione?

Partendo dal presupposto che molto spesso da un’attenta analisi e ricerca possono nascere interessanti intuizioni, molto spesso i nostri progetti nascono da un’emozione che vogliamo dare a uno spazio o da una particolare suggestione che abbiamo già vissuto in un luogo.

La restituzione grafica e’ affidata alle tecniche digitali. Lo schizzo, lo studio dimensionale sui plastici, ritieni siano pratiche obsolete o ancora essenziali?

La digitalizzazione dell’architettura dal nostro punto di vista ha avvicinato questa disciplina alla società. Atmosfere suggestive elaborate da software aiutano a comprendere l’idea. La matita rimane comunque lo strumento più intuitivo che utilizziamo per comunicare in fase progettuale.

Quanto influisce il cantiere sul costruito finale?

Le poche occasioni che ci hanno portato ad assistere ad un cantiere ci hanno fatto comprendere che un progetto nato da un’idea chiara è molto più facile da gestire rispetto ad uno sfizio formale che a causa di budget e altre limitazioni può perdere di significato. La precisione in fase progettuale e la cura per il dettaglio in fase esecutiva evidenziano, dal nostro punto di vista, la netta distinzione che differenzia un progetto di architettura da un semplice intervento di edilizia

Pensi che i vincoli di progetto siano un ostacolo o un valore aggiunto?

Accade molto spesso che i vincoli e gli ostacoli che emergono in fase progettuale possano rivelarsi degli spunti o delle intuizioni innovative.

Preferisci i materiali tradizionali o materiali più attuali e innovativi?

Quando il progetto porta con sé un’idea forte, scegliamo i materiali che, a nostro parere, dialogano e comunicano all’unisono con questa suggestione.

Si parla di componenti amateriche, materiali rinnovabili. Pensi siano la giusta via da perseguire?

Luce, percezione, tessiture materiali, tecniche costruttive tradizionali sono le componenti che ci affascinano di più in un progetto d’architettura. I materiali rinnovabili possono rappresentare delle ottime soluzioni tecnologiche ma non devono essere un pretesto per definire a priori un’architettura sostenibile.

Qual è il progetto che meglio rappresenta l’attività da te svolta fin qui?

Probabilmente il progetto vincitore dell’ultimo concorso di idee a cui abbiamo partecipato. La proposta progettuale rappresenta il nostro livello di maturità attuale in questa disciplina: riferimenti storici, approccio sostenibile, visione futura del territorio, architettura per la società sono gli ingredienti che meglio rappresentano la nostra attività.

Qual è il tema con il quale speri di confrontarti in futuro?

La trasformazione urbana, il paesaggio, le connessioni e le infrastrutture sono tematiche affascinanti e profondamente attuali. Nel passato la scarsa attenzione a questi temi ha prodotto segni indelebili e visibili ferite nel territorio nel quale viviamo.

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